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IllustratiEver since I was a child I have been collecting anything and everything, carrying on many parallel collections at a time, both the most ordinary ones such as coins and stamps (inherited from my father), and frading cards for which I was rather crazy, stickers… but then, at the age of 12/13, in Cuneo, near my house, there was a street market run by an association that used to collect and sell objects for charity, and there you could find items of any kind at a very low price…

 

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RocailleSilent objects are setted neatly along the shelves and hide the Nautilus’ red walls. A stifling feeling surround you as your eyes try to find some empy spaces. This little room contains objects coming from all over the world and from every past era, each thing could tells us endless, possible, past, dreamed stories. An entire world is here preserved.

Just like Nemo’s submarine, Nautilus is both a collection and a refuge. This small corner in Turin hides himself from the crowded streets of the city centre and opens its doors only to a few braves who can’t resist to stay in front of its dark windows…

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Arturo Brachetti at Nautilus:

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Bizzarro BazarSe siete in viaggio, o abitate, a Torino, c’è una bottega che non potete mancare di visitare. Si tratta sicuramente del più incredibile negozio d’Italia, e lo scrittore David Sedaris si è spinto fino a definirlo addirittura “the greatest shop in the world”: è il Nautilus. Prende il suo nome dal mollusco omonimo, considerato un fossile vivente.

Appena entrati, dopo un’occhiata all’invitante vetrina, vi sembrerà di tornare indietro nel tempo e vi troverete immersi nella magia di un’antica wunderkammer. La collezione di oggetti d’epoca macabri e stravaganti affolla il piccolo locale (com’è giusto che sia: il gusto barocco dell’accumulo di dettagli vuole la sua parte)…

Vi scoprirete quindi ad indugiare su centinaia di oggetti curiosi, principalmente strumenti medici e chirurgici di tempi andati, animali esotici impagliati, feti sotto formalina, calchi in gesso di teste deformi e maschere mortuarie, fossili, teschi, cartografie, cartelli e insegne d’epoca, mummie, scheletri, macchinari medici esoterici e teste frenologiche, maialini e vitelli siamesi. Un’imponente quantità di oggetti, ammassati in una sorta di folle museo della biologia e della tecnica, che cattura l’interesse dello scienziato così come del ricercatore del meraviglioso.

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Torino. La scienza e la mostruosità, il macabro e il giocoso, il truculento e il curioso, tutto insieme dentro un negozio che è un po’ museo e un po’ film dell’orrore…

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atlas-obscuraWith the tag line “Antique Scientific Instruments and Old Oddities” Nautilus an amazing little shop in Turin, Italy feels more like an 18th century wunderkammer than a modern-day shop.

Walrus tusks, and German botanical models vie for space with Phrenological collections of skulls and trepanning forceps. Dividing their collection between Medicalia, Artificialia, and Naturalia as the curio cabinets of old once did, the owners are clearly as interested in collecting and preserving as they are selling.

The store, which is open by appointment only. features some incredible specimens, including everything from preserved deformed fetuses to sideshow gaffs to antique medical anatomical models. Nautilus also has some serious fans including writer David Sederis, in his words…

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nautilus-sedarisThe greatest shop in the world is in Turin, Italy. It’s called Nautilus. I just wrote a story about it. Recently they had the festival of me – four days, all in Italy. Then I went to a medical museum and I loved it. My translator said: “If you love this place, I’ve got a store you might enjoy.” It’s incredible. They had actual medical photos – old, sepia medical photos. They had these things that came from a dermatological museum in Dresden that were beautiful, wax models of flesh on the tongue and a blood infection. They were beautiful, wax, life-like sized models in boxes with glass fronts with the German writing in the background. It was all for sale: a Siamese twin skeleton, they had medical Jesus, Jesus’ head in a box – it was more about what going on medically with his wounds. I got a taxidermy mole, an old one with beautiful writing on the mount. I got also an owl. We had an owl before, but the problems is the owl we had before was really scrappy. If people se scrappy taxidermy then they start giving you some shitty taxidermy. Someone give me a pheasant with one eye while I was on tour a year and half ago. And I’m travelling. I can’t put a pheasant in my suitcase. Or, “Here’s an iguana’s foot with shellac on it.” You know? I do have standards.
David Sedaris

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grigiotorinoIl nuovo Nautilus non finisce inghiottito in Maelstroem giganteschi, ma risiede stabile in una ridente via del Quadrilatero Romano, intitolata all’ex sindaco torinese Giovanni Francesco Bellezia.
Al posto degli oblò ha vetrine e una saracinesca dagli arabeschi metallici, che lasciano sempre intravedere il contenuto stregato delle sue collezioni. Non è un sottomarino, è un negozio che definire non so. A entrarci dentro, ne scopri le viscere. Fisicamente.
Dario Argento lo conosce bene, e qualche altro regista lo usa come un Wal-Mart, solo senza carrelli e cochecole in offerta speciale. L’offerta speciale la è comunque: si trovano teste di gargoyles in cornici di luna park stantii, foto di vitelli con due teste e feti di mostri in formaldeide. Mostri che la natura produce davvero, mica per finta, mica. Entri e non sai dove guardare. Allora è il negozio che ti guarda, coi suoi mille occhi di bambola, di gufo, di rapace, di rettile. Occhi storpi, inquieti, ingrossati da lenti appoggiate o sovrapposte, occhi di mosca, gambe di legno, cartelli che vietano di sputare, altri che parlano di matti. Ogni tanto dentro si muove qualcosa. Talvolta, quel qualcosa è animato davvero, nel senso cristiano del termine, intendo. Ad esempio: un ragazzo che sfoglia lento un giornale. Ti vede entrare, ma non ti saluta subito. Ti lascia ambientare, forse per non spaventarti. Poi, sommerso com’è da quella catasta di oggetti, compito rivolge alla tua figura un ‘buonasera’ garbato. E non può essere altrimenti, dato che il Nautilus viene a prendersi la sua boccata d’aria in superficie 3 ore al giorno, dalle 16 alle 19. Poi ritorna da dov’è venuto, con i suoi mille corpi da analizzare, i suoi mille segreti nascosti. Da decifrare un pezzo alla volta. Una boccata d’aria alla volta.

(Killphil)

nautilus-gemmaL’Assassino è seduto al Nautilus e guarda distrattamente la gente che passa oltre la vetrina. Il Nautilus è un negozio di antiquariato scientifico nel cuore della Torino vecchia. Dal di fuori appare come una singola vetrina piena di oggetti stravaganti che vanno da tute da palombaro ad attrezzi medici dell’ottocento. Dentro è una grossa stanza dipinta di rosso collegata ad un piccolo retrobottega che funge da magazzino. All’Assassino piace passare frazioni del suo tempo nel negozio, in compagnia del proprietario. L’ambiente e la presenza dell’Antiquario lo rilassano molto. Non parlano mai troppo anzi lo fanno raramente e spesso le uniche parole che vengono pronunciate sono quelle dei saluti di rito.

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Un mappamondo sbiadito, un cranio di coccodrillo ingiallito, un’antica clessidra polverosa, un ramo di corallo sbeccato… Quale l’invisibile filo conduttore di una collezione così variegata e disomogenea se non la “meraviglia”, quell’impulso che per un attimo ci lascia interdetti, rapiti dallo stupore, in silente soggezione davanti al mistero e all’inaspettato, in emozionato recupero, per un attimo, della primitiva dimensione fanciullesca?

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Al Nautilus ogni pezzo è originale: al negozio di antiquariato scientifico e curiosità d’epoca si trovano crani e craniometri, arti artificiali e kit da amputazione, strumenti di antropometria criminale e di fisiognomica, ma anche scheletri di bambini e braccia mummiesche, oltre (naturalmente) a calchi e modelli anatomici in cera e cartapesta, stetoscopi, forcipi, pinze e chiavi dei dentisti del Settecento, e uova di dinosauro del deserto del Gobi…

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